Stefano Pioli, alla scoperta del nuovo allenatore del Milan

Dan Kempes

Autore: Dan Kempes
Bio: Scrivo lettere e numeri, a volte invento storie. Studio i motori di ricerca, bevo poco e ascolto il fùnk.
Pubblicato: 09 Oct 2019 10:30
Ultimo aggiornamento: 09 Oct 2019 11:38

Stefano Pioli, alla scoperta del nuovo allenatore del Milan

Chi è Pioli? Che cosa ha fatto nella sua carriera? Come gioca e come potrebbe giocare al Milan? Focus sul nuovo allenatore del Milan che sostituisce Marco Giampaolo.

Faccio subito una premessa: per me l'esonero di Giampaolo è un gesto poco lungimirante. 

È innegabile che il tecnico marchigiano abbia fatto male, malissimo, il peggior avvio dagli anni 40, siamo daccordo. E forse le peggiori interviste della storia del calcio. Ma il punto resta: ha fatto 9 punti, è a 4 lunghezze dal Napoli di Ancelotti quarto in classifica ed è un tecnico che ha bisogno di tempo per funzionare. Chi lo ha preso non lo sapeva forse? Non si aspettava che le cose potessero non funzionare all'inizio e incepparsi? È talmente fragile l'idea di calcio di questa dirigenza, da dissaldarsi in sole 7 gare a causa dei risultati?

Se la risposta a queste domande è sì, allora non è solo il tecnico che dovrebbe andarsene, le responsabilità dovrebbero dividersi anche sui dirigenti. Perchè chi ha disegnato questo progetto tecnico ha cambiato idea dopo un mese e mezzo di Campionato, e a me pare davvero poco tempo.

Detto ciò, Marco Giampaolo appartiene al passato del Milan, mentre Stefano Pioli da questa mattina è il futuro rossonero. Ma chi è Stefano Pioli? Molti tifosi si domandano se sia all'altezza di un club con le pressioni e le aspettative del Milan. Se possa farcela a traghettare questa squadra dalla mestizia alla gioia.

Stefano Pioli allenatore, la carriera

Nato a Parma nell'Ottobre del 1965, Stefano Pioli è stato un difensore roccioso negli anni 80/90. Dal 1984 al 1987 con la maglia della Juventus ha probabilmente vissuto l'apice della sua carriera, interpretata principalmente come marcatore centrale, ma anche come terzino destro all'occorrenza.

Da allenatore la sua carriera inizia nel 2003, facendo esperienze importanti in serie B con Salernitana, Piacenza e Sassuolo e in serie A con Parma, Chievo e Bologna.

Nel 2006 esordisce in Serie A proprio con il suo Parma. Ma non è un'avventura felice: esonerato a Febbraio, si toglie almeno la soddisfazione di raggiungere i sedicesimi di Coppa UEFA.

Nel 2009/10 a Sassuolo, in Serie B, disputa la prima stagione di successo, raggiungendo il quarto posto, pur senza riuscire a qualificarsi per la Promozione, sconfitto in semifinale dal Toro.

La stagione seguente allena il Chievo in Serie A e riesce a salvarlo, ma l'anno dopo va a Palermo dove viene esonerato nel giro di pochi mesi.

Dal 2012 al 2014 allena il Bologna, dove riesce a realizzare nuovamente un ciclo apprezzabile con due stagioni di buon livello, salvo essere esonerato all'inizio della terza.

Da qui in poi la sua carriera sembra seguire traiettorie più alte.

Nel 2014 ottiene il suo miglior piazzamento nella massima serie: terzo posto con la Lazio. Nel 2016 verrà però esonerato, peraltro dopo una bruciante sconfitta nel derby contro la Roma.

Nell'Ottobre del 2016 viene chiamato sulla panchina dell'Inter, per sostituire l'uscente De Boer. Tuttavia dopo un inizio esaltante, i rapporti con la proprietà milanese si fanno difficoltosi fino all'esonero a poche giornate dalla fine del torneo (gli subentra Vecchi che traghetta la squadra a fine campionato). L'esperienza milanese di Pioli sponda Inter, mette sicuramente in luce le difficoltà del tecnico emiliano a relazionarsi con un ambiente più pressante, dove è necessario portare risultati subito e in modo convincente.

formazione inter 2017/18 allenata da pioliuna formazione dell'Inter guidata da Pioli nel 2017/18

 

Stefano Pioli ha costruito un'ottima carriera da allenatore, ma senza riuscire a realizzare finora un salto di qualità da vincente

 

Nel 2017 Pioli accetta l'incarico a Firenze, dove resterà poco meno di due anni, arrivando ottavo nella prima stagione. Si dimette ad Aprile del 2019 su pressione della società e dell'ambiente.

Tirando le somme, Stefano Pioli ha costruito un'ottima carriera da allenatore, ma senza riuscire a realizzare, almeno finora, quel salto di qualità che contraddistingue i tecnici vincenti dai buoni allenatori. Rendimenti altalenanti, difficoltà relazionali con le dirigenze ed altre imprecisioni hanno caratterizzato a fasi alterne il suo operato. Almeno fino a questo punto. La speranza di molti tifosi rossonoeri è che possa essere Milano il trampolino di lancio per diventare finalmente vincente. 

Il credo tattico di Stefano Pioli

Dal punto di vista tattico Pioli è un allenatore duttile, che predilige i sistemi di gioco con quattro difensori e nel biennio 2014-2016 ha applicato con ottimi risultati il 4-3-3 (alla Lazio), ma non disdegna il 4-2-3-1, modulo che ha sovente valorizzato anche a Firenze. Nel 2017-18 ha iniziato la stagione con un'idea di centrocampo a due, per poi risolversi ad utilizzare la linea a tre, dopo alcuni esperimenti tattici che sono passati alle strette anche per il 3-5-2.

 

Il modulo con cui Pioli ha espresso il miglior calcio è il 4-3-3

 

Il modulo con cui Pioli si è espresso nel migliore dei modi sembra essere in definitiva il 4-3-3. Il tecnico emiliano preferisce attaccare con una geometria difensiva variabile, deputando uno dei due terzini, di solito il sinistro, ai compiti offensivi e di costruzione del gioco, perciò spesso le squadre di Pioli attaccano con il 3-4-3 (caratteristica simile è utilizzata anche da Ancelotti al Napoli, dove spesso mario Rui si alza sulla linea dei centrocampisti per allargare le maglie della difesa avversaria).

Gli esterni d'attacco giocano larghi sulla fascia per garantire ampiezza alla manovra offensiva e per puntare i diretti avversari, anche cercando la conclusione diretta in porta. Questo approccio richiede che la prima punta faccia molto movimento per appoggiare l'azione sulle corsie. A questo proposito è impossibile dimenticare il buon sodalizio fra Pioli e il grande campione Miroslav Klose, attaccante dotato di una straordinaria mobilità, oltre che di grande spirito di sacrificio.

formazione lazio 2015 allenata da pili

formazione lazio 2014/15

 

 

Come potrebbe giocare il Milan di Pioli

Ci sono ottime possibilità che Stefano Pioli applichi da subito il 4-3-3 con il Milan. È un modulo che conosce bene e che padroneggia, nel quale potrebbe valorizzare alcuni giocatori in rosa che conosce già e che ha già allenato. Fra questi sicuramente Lucas Biglia, suo pupillo ai tempi della Lazio, dove giocava come regista puro, affiancato da due mezzali come Parolo e Lulic.

probabile formazione pioli milan 2019/20

possibile formazione milan di Pioli

La difesa a quattro elementi difficilmente cambierà interpreti, Calabria e Theo Hernandez giocheranno in fascia, in mezzo Romagnoli e Musacchio, in attesa di capire se Caldara è ancora un giocatore spendibile in Serie A.

A centrocampo Pioli dovrà giocare la vera chance di successo di questa avventura. Sia Biglia che Bennacer hanno buone possibilità di giocare. Una delle due mezzali a protezione del regista sarà certamente Kessiè, è un giocatore della cui fisicità Pioli non potrà fare a meno. Resta da capire l'altra mezzala: potrebbe essere Paquetà o lo stesso Bennacer.

Il terzetto offensivo sarà composto in primis da Suso come ala destra a piede invertito, nel suo ruolo naturale nonchè quello dove rende meglio. A centro Piatek è una scelta praticamente certa, anche se dovrà correre molto di più. A sinistra aperti ballottaggi di ogni genere: potrebbe giocare Jack Bonaventura, Leao e lo stesso Rebic.

Insomma le incognite non mancano: un grande in bocca al lupo a Stefano Pioli noi lo facciamo volentieri.

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